La storia di Letizia

La sua vita inizia l’8 ottobre del 2003 a San Giovanni Rotondo( FG); al momento della nascita pesava 2,890 kg, era paffutella, sorridente e osservava il mondo con i suoi occhietti vispi e sereni.
Il suo ritorno a casa rappresentò una gioia immensa per tutti noi, lieti per l’arrivo di una creatura sana e forte, che si preparava ad una vita piena di giochi, di feste, di coccole ed emozioni.
Tutto procedeva per il meglio, ed io trascorsi due mesi fantastici, felici perché vedevo la mia piccolina mangiare, sorridere, crescere.
Durante le feste natalizie, mi accorsi però che Letizia iniziava a rallentare i suoi movimenti; notavo in lei dei cambiamenti, infatti stentava a sostenersi da se, ciondolava la testolina e deglutiva con molta difficoltà. Decisi di andare immediatamente dal pediatra che, un po’ preoccupato, iniziò a fare delle indagini e degli esami più accurati che prevedevano anche dei ricoveri.
Il 12 Febbraio del 2004 fu il giorno più atroce della mia vita, perché i medici diagnosticarono che la mia piccola Letizia, la gioia della mia vita, era affetta da una malattia gravissima, una malattia genetica molto rara chiamata atrofia muscolare spinale di tipo 1.
Quelle parole furono come una spada che trafigge il cuore, come una morsa che stringe e non dà la possibilità di respirare, parole che ci lasciarono attoniti, ammutoliti, increduli, impotenti ma consapevoli del fatto che se Dio aveva deciso di donarci una creatura così fragile ed indifesa, era compito di noi genitori curarla e amarla senza timori e paure.
Prendemmo le dovute informazioni su tutto ciò che poteva accadere alla piccola e la riportammo a casa, ma dopo circa venti giorni Letizia ebbe una grave crisi di asfissia che le provocò anche un arresto cardiaco; portammo subito la bimba all’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza e lì fu ricoverato nel reparto di Patologia neonatale e assistita con ventilazione meccanica.
Da allora iniziò la sofferenza di Letizia poiché, non essendo più possibile eseguire estubazioni per l’insufficienza dei muscoli respiratori, si decise di praticarle una tracheotomia.
Non fu certo facile vedere la mia piccolina attaccata ad una macchina ma l’amore per lei era toppo forte e, con coraggio e forza d’animo chiesi al primario di poter assistere e gestire mia figlia,e di imparare tutto ciò che sarebbe stato indispensabile per affrontare le sue crisi ma anche la sua vita quotidiana.
Il 20 marzo le viene applicata una PEG per fornirle in modo pratico un’adeguata alimentazione e, dopo i dovuti accertamenti, l’avvio delle pratiche burocratiche previste per il caso di Letizia, e l’applicazione di un respiratore volumetrico, riportammo la piccola a casa.
Non finirò mai di ringraziare il reparto di Neonatologia di Casa Sollievo per tutto l’amore e l’aiuto prestatomi durante la degenza di Letizia; hanno saputo prepararmi ad affrontare tutti i problemi, le necessità e i bisogni di una bambina SMA..
Il ritorno a casa è sempre traumatico non solo per il malato ma anche per chi lo cura e lo accudisce, Letizia però è stata accolta con grande amore, serenità e tranquillità dai suoi due fratellini, dai suoi nonni, dai suoi zii e da mamma e papà. E’ molto importante che le rianimazioni preparino i genitori nella gestione quotidiani dei loro figli perché un padre e una madre, seppur tali non sono sempre pronti a crescere un figlio SMA.
Tutti in famiglia sappiamo che Letizia prima o poi non ci sarà più ma ora è qui con noi e vogliamo che lei goda ogni momento della sua fragile vita.
Oggi Letizia ha tre anni, è cresciuta, ha delle bellissime mani da pianista, capelli morbidi e scuri e due occhi dolcissimi che mi trasmettono forza, speranza e coraggio.
Letizia ama passeggiare, ama gli alberi, ama la musica, ama colorare, adora fare il bagno ed essere coccolata e massaggiata.
Spero tanto che il prossimo anno Letizia possa frequentare la scuola materna; vi assicuro che non è un’assurdità quella che penso perché Letizia, non cammina, non muove le braccia, non gira la testa ma capisce, Letizia vede, sente, percepisce il mondo che le ruota attorno e non vedo perché anche lei non possa avere il diritto e il “dovere” di studiare.
L’atteggiamento più sbagliato e crudele è vedere Letizia come una bambina malata, Letizia non è diversa e solo un po’ speciale.




Mamma Mariangela

venerdì 29 agosto 2008

PIU' ASSISTENZA SANITARIA NEI BIMBI SMA 1

UN BIMBO SMA1 HA BISOGNO DI ASSISTENZA 24 SU 24 è UN GENITORE, DA SOLO NON PUO' FARCELA .
C'E' BISOGNO CHE SI FACCIA UN PIANO ASSISTENZIALE GARANTENDO IL PIU' POSSIBILE STABILITA' NEL BIMBO E SOPRATUTTO NELLA FAMIGLIA .QUELLO CHE UN INFERMIERA IMPARA IN TRE ANNI UNA MAMMA SMA LO IMPARA IN POCHI GIORNI O MESI E NON HA SCELTA SE VUOLE ESSERE LA MAMMA DI QUELLA CREATURA SPECIALE.
UN BIMBO IN TERAPIA INTENSIVA INCIDE, MAGGIORMENTE DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO (COSTA TRA I 500 E 1000 EURO AL GIORNO).
SAREBBE QUINDI PER LA SANITA' UN GROSSO RISPARMIO OFFRIRE UN ASSISTENZA INFERMERISTICA CAPACE DI SOSTITUIRE I PROPI GENITORI .
EPPURE OGGI SI CONTINUA ANCORA A LOTTARE PER OTTENERE TUTTO QUESTO, IL DIRITTO ALLA SALUTE E ALLE CURE è SANCITO DELLA COSTITUZIONE E ALLE NUMEROSI LEGGI NAZIONALI, REGGIONALI E COMUNALI, QUINDI REPUTO SIA NOSTRO DIRITTO USUFRUIRNE.
UNA FIGLIA DIVERSAMENTE ABILE NON SI SCEGLIE ,SI ACCETTA ,SI AMA E QUESTO NOI GENITORI LO FACCIAMO SPONTANEAMENTE ,MA LE CURE DI QUESTI BIMBI DEVONO ESSERE PRESI IN CARICO DALLA SANITA' PUBBLICA.
TUTTI I CITTADINI HANNO DIRITTO AD UNA VITA SERENA .


PER POTER ASSISTERE UN BAMBINO VENTILATO BISOGNA ESSERE IN GRADI DI:


a) Gestione della tracheotomia
  1. Medicazione della stomia
  2. Riconoscimento della necessità di aspirazione e dell'efficacia dell'aspirazione
  3. Tecnica di aspirazione tracheale
  4. Riconoscimento dell'efficacia della manovra di aspirazione
  5. Gonfiare e sgonfiare la cuffia della cannula tracheale
  6. Decannulazione ed eventuale cambio cannula
  7. Riconoscere segnali di allarme nella variazione delle caratteristiche delle secrezioni bronchiali
  8. Gestione dell'aspiratore chirurgico (controllo della pressione di aspirazione, manutenzione, disinfezione)
  9. Gestione delle perdite aeree

b) Gestione del ventilatore
  1. Accensione e spegnimento del ventilatore
  2. Assemblaggio corretto della linea di ventilazione
  3. Collegamento del paziente al ventilatore
  4. Montaggio e impostazione dell'umidificatore
  5. Modalità e tempi di sostituzione dei consumabili
  6. Cambio circuito, camera di umidificazione e filtro antipolvere
  7. Supplementazione in 02
  8. Rotazione ed attivazione del ventilatore di back up
  9. Codifica e risoluzione degli allarmi del ventilatore
  10. Gestione di una eventuale manomissione involontaria dei parametri di ventilazione
  11. Interruzione di energia elettrica (impiego della batteria, attivazione del gruppo elettrogeno)
  12. Gestione dei guasti (Numero telefonico del centro di assistenza tecnica con tecnico reperibile 24 ore su 24)
MAMMA MARIANGELA.






giovedì 7 agosto 2008

Le infermiere di Letizia

Conoscere letizia è stato facile: qualcuno mi ha portato a casa sua, mi ha aperto
la porta di casa. Entrare nella sua camera fisicamente è coinciso con l’entrare in sintonia con la psicologia della sua mamma. Se fossi entrata in un momento in cui letizia non c’era, non avrei sospettato, neanche per un attimo, che è una bimba malata. I colori vivaci delle tende a drappo, le pareti con le immagini applicate di principesse, i giocattoli in ogni angolo, ma, soprattutto, le scarpine da cenerentola e da afta vicino al letto, pronte per essere indossate. Accanto alla tv ci sono corone e diademi, foto di Letizia in piscina, alla fattoria, ai giardini, a Mirabilandia, a scuola con le amichette. Una bimba senza problemi, solo con l’unica preoccupazione della sua età (quattro anni) di giocare e crescere. Ma crescerla è proprio la preoccupazione più grande di mamma e papà, che svolgono il loro compito di genitori come una missione. In questa cornice depongo (con delicatezza) Letizia: bimba di grande bellezza, bene prezioso per i fratellini e per tutti coloro che hanno il privilegio di conoscerla. Letizia è una bimba SMA. Ciò vuol dire che non cammina, non respira da sola (ha un respiratore), non mangia da sola (ha una peg), non parla, non muove il corpo e, cosa più crudele per me, non può sorridere.
Ha come possibilità comunicativa il movimento di un dito della mano sinistra, che piega se tu le chiedi di farti ‘ciao’, e gli occhi, che usa in diverse espressioni per entrare in rapporto con te. Una cosa che sa fare molto bene, come tutti i bambini, e che stringe il cuore sapere che le è indispensabile per farsi capire, è piangere. Diventare tutta rossa, far scendere i lacrimoni ti manda sicuramente in crisi. Subito ti attivi per alleviarle qualsiasi cosa che la può rendere infelice in quel momento.
Ed ecco che ti inventi di essere lei, poi di essere un mago che, ad esclusione, può capire la soluzione di questo gioco misterioso; poi di essere una persona che cerca di usare gli occhi, poi il cuore, poi il cuore, poi il cuore. Ho smesso di scoraggiarmi per il suo sguardo severo (molto, dapprincipio) quando ho sentito per la prima volta il suo richiamo cercarmi dalla stanza affianco. Un sibilo, un po’ più forte del suo respiratore, insistente, sempre più forte. Naturalmente la mamma me lo ha interpretato: è lei la chiave comunicativa per tutti, il suo gancio al mondo. Non stupiamoci di ciò: accade sempre quando nasce un bambino, solo che qui continua, esplorando infaticabile l’universo del domani. Mariangela non è certo una mamma qualsiasi. E’ davvero speciale. Ha una riserva di energia creativa che solo un grande amore può darle. Certamente il suo carattere la porta ad essere così, ma azzardo a dire che la sostengono in ciò l’amore per la sua famiglia ed un oceano di coraggio, che rilanciano Letizia sempre verso la vita. Ogni giorno, in ogni momento Letizia è nella realtà, esattamente come lo è nel cuore della mamma: splendida e, soprattutto, viva. Davvero Mariangela le ha ritagliato un posto nella vita. Il suo posto, perché ogni essere deve averlo. Spesso, quando cammino nei parchi o per strada, mi sembra di vederla nelle bimbe della sua età che incontro, la immagino fare quello che fanno loro: nei gesti, nei giochi, nelle corse. Provo a pensarla in proporzione alle bimbe della sua età, eppure mi sembra sempre diversa da loro. E’ più grande di statura e più cresciuta nella sua serietà. Composta e sempre alla moda nei suoi vestitini, ogni giorno più belli e più ricercati, Mariangela non ha voluto comprare neppure una maglietta con apertura facilitata per diversamente abili. Lei, la mamma, non ha disabilità: tanto può con il suo amore e con la sua pazienza. Occhiali da sole all’ultima moda, costumi colorati, fiocchi variopinti nelle lunghe trecce, smalti brillanti sulle unghiette da principessa.
E poi uscire, vivere sempre con la percezione del mondo fuori. Nessun dolore chiuso fra queste mura (mura?). I ritmi sono quelli sacri della vita quotidiana e straordinari dell’ottimismo. E’ mamma che permette alla voce di modularsi, non gonfiando mai troppo il palloncino della canula endotracheale. Dandole ancora uan possibilità. Letizia è ferma nel letto, Letizia è vanitosa, Letizia ti guarda dal suo lettino, Letizia è molto curiosa, Letizia dorme nel suo lettino, gli uccellini saltellano nel parco sotto casa. Rifletto: cosa più le manca? Il contatto fisico: le piace essere coccolata, sentire ‘fisicamente’ cosa è per gli altri. Sta spesso sul divano tra i fratellini; Andrea spesso si siede sul suo letto e la ‘tortura’ e lei vuole le attenzioni di tutti, come a dire: “E’ con il corpo che manco, è con il corpo che voglio”.
D’accordo con il Vescovo, facciamo catechismo per prepararla alla Santa Comunione, per il prossimo anno, quando suo fratello più grande riceverà la Santa Cresima e, a tale scopo, io e l’altra infermiera ci avvaliamo di sussidi che Letizia segue con stupore. D’estate va in meridione dai nonni e, quest’anno, è andata in campeggio a Gardaland, dove ha conosciuto Gigi D’Alessio e la mamma sta organizzando una crociera assieme ad un’altra famiglia con un bimbo SMA. L’ho visto un giorno, nello schermo del computer portatile, sul letto di Letizia che parlava con lei, in diretta, tramite collegamento webcam ed ho pensato che la tecnologia è meravigliosa: accorcia le distanze ed annulla l’handicap della fisicità.
Così, la vita di Letizia viene ritagliata dalla realtà com’è: sempre diversa, scorrevole come l’acqua. E così, per forza, si dissolve il quotidiano: trascinato dall’impeto di questa corrente, mossa dall’amore e che l’amore sempre cerca, scavando nelle nostra vite che si fanno dono ogni giorno.
Ti vogliamo bene Letizia.
Le tue infermiere.

martedì 15 luglio 2008

In vacanza con Letizia

Carissime mamme
anche quest'anno la piccola Letizia ha stravolto tutti noi.
Abbiamo infatti deciso di regalarle una vacanza all'insegna del divertimento e del relax, in diversi e bellissimi luoghi che hanno inaspettatamente stimolato la sua vivace curiosità.
Il villaggio di Bardolino sul lago di Garda, il parcogiochi di Gardaland, la città di Sirmione e lo zoo di Bussolengo sono state le tappe principali del tour di Letizia.
In ciascuna di queste località, Letizia ha potuto vivere esperienze nuove e coinvolgenti a diretto contatto con la natura e con tutte quelle attività ricreative che di norma fanno impazzire tutti i bambini della sua età.
Non esistono parole per descrivere la gioia e l'interesse che Letizia ha manifestato nell'osservare tutto ciò che la circondava. In compagnia dei suoi fratellini ha potuto accarezzare tantissimi animali, ha potuto udire nuovi suoni e vedere nuovi colori, tutto ciò con l'entusiasmo che caratterizza qualsiasi bambino.
Con il passare del tempo i nostri bimbi crescono e maturano ed è importantissimo fare il possibile perchè anch'essi assaporino qotidianamente tutte quelle gioie che spettano loro per diritto.
Vi assicuro che con un po' di forza, pazienza e coraggio noi genitori siamo in grado di dare ai nostri figli tutto ciò che può servire loro per vivere tranquillamente e felicemente la loro speciale vita..



mercoledì 4 giugno 2008

Comunicazione aumentativa

Nell'estate del 2005 la nostra cooperativa sociale è stata contattata dal consorzio dei servizi sociali per attuare un servizio di assistenza domiciliare per Letizia.
Quando abbiamo conosciuto la bambina, non aveva ancora compiuto due anni, ma ci è sembrata fin dai primi incontri interessata al gioco e alle attività come tutti i suoi coetanei.
Al contrario la situazione motoria di Letizia è apparsa ai nostri occhi piuttosto grave: non sembrava muovere nessuno degli arti
superiori, né inferiori.
Abbiamo quindi deciso di sfruttare il movimento degli occhi e dello sguardo per far effettuare delle scelte
a Letizia: la bimba ha dovuto imparare a scegliere ciò con cui voleva
giocare indicando con lo sguardo l'oggetto che poi avremmo utilizzato
per interagire con lei (lego, giochi sonori, libri, bambole).

Durante l'interazione con Letizia questa modalità è stata riproposta
diverse volte: per scegliere il colore da utilizzare per completare un
disegno, per decidere cosa far indossare alle bambole ad esempio.
Letizia, inoltre a volte rinforzava la scelta con semplici vocalizzi.
Dopo alcuni mesi abbiamo iniziato a proporre alla bambina la scelta
fra due immagini, per lo più fotografie del materiale ludico presente
in camera, applicate su entrambi i lati di un pannello trasparente che
permette all'interlocutore di interpretare ad alta voce la scelta di
Letizia.
Col passare del tempo però ci siamo resi conto
che le esigenze comunicative di Letizia
crescevano e in accordo con la famiglia, con il
neuropsichiatria infantile e con la logopedista
abbiamo preso la decisione di contattare un
gruppo di esperti in comunicazione aumentativa.
Il primo incontro con la Leonardo Ausili ha
avuto un esito fallimentare: la bambina non
riusciva ad avere un sufficiente
controllo del movimento oculare per utilizzare
un sensore muscolare posizionato sulla tempia.
Dopo questo primo incontro, però, tutta l'equipe
che ruota intorno a Letizia si è adoperata per
individuare altri movimenti residui.
Nel giro di un mese la fisioterapista si è accorta che la bambina
fletteva leggermente il piede destro e l'infermiera ha rilevato un
lieve movimento dell'indice sinistro. Abbiamo quindi ricontattato la
Leonardo Ausili e dopo circa due mesi si è tenuto un secondo incontro,
stavolta con risultati più soddisfacenti.
E' stato prescritto a Letizia, infatti, l'utilizzo di un sensore
muscolare e di un VOCA monomessaggio. Nel frattempo si è continuato
l'utilizzo delle immagini, aggiungendo le foto dei familiari ,delle
persone che frequentano la casa di Letizia, alcuni simboli PCS con
l'intento di abituare sempre di più Letizia al supporto del linguaggio
iconico nelle conversazioni e nella quotidianità.
Attualmente il sensore muscolare di Letizia viene collegato tramite
un'interfacciaal computer portatile e, attraverso l'utilizzo software
didattico Clicker 4, abbiamo creato alcune schermate
contenenti personaggi dei cartoni animati che, una volta attivati col
sensore da Letizia, ripetono la colonna sonora del cartone animato
corrispondente. Letizia appare molto incuriosita da questa novità e
speriamo che ciò la motivi ad acquisire una maggiore abilità
nell'utilizzo del sensore, tale da riuscire a collegarlo ad un
comunicatore che le permetta di comunicare autonomamente le sue
opinioni, i suoi pensieri, le sue esigenze.


Le educatrici Alessandra e Valentina.

mercoledì 19 dicembre 2007

Letizia a scuola materna con gli amichetti e babbo natale




FINALMENTE A SCUOLA
E' STATA UNA GIOIA IMMENSA E UNA GRANDE CONQUISTA PER NOI GENITORI POTER FINALMENTE INTRODURRE LA NOSTRA PICCOLA LETIZIA NEL MONDO DELLA SCUOLA.
HO CONSTATATO CON GRANDE EMOZIONE IL VIVO INTERESSE DELLA MIA PICCOLA PER TUTTO CIO' CHE LA CIRCONDA, DAGLI ALTRI BAMBINI AL MATERIALE SCOLASTICO A SUA DISPOSIZIONE.
NON NASCONDO LE DIFFICOLTA' CHE SI INCONTRANO GIORNALMENTE NEL PORTARE LA PICCOLA A SCUOLA, PERCHE' PURTOPPO ALLO STATO ATTUALE MANCANO DELLE FIGURE ADEGUATE E QUALIFICATE CHE MI POSSANO AIUTARE NELL'ACCOMPAGNARE E NEL SEGUIRE LA MIA PICCOLA DURANTE LE ORE SCOLASTICHE…MA SI SA CHE UNA MAMMA NON SI FERMA DI FRONTE A QUESTI "PICCOLI" OSTACOLI, ED ECCO PERCHE' HO DECISO DI PERSISTERE IN QUESTA SPLENDIDA ESPERIENZA E STARE ACCANTO A LETIZIA TUTTO IL TEMPO NECESSARIO…TEMPO DURANTE IL QUALE SONO ANCHE MOLTO LIETA DI RISDPONDERE ALLE CURIOSE ED INNOCENTI DOMANDE CHE MI VENGONO FATTE DAI COMPAGNI DI SCUOLA DI LETIZIA…dada PERCHE' LETIZIA HA QUEL TUBO BIANCO IN GOLA…? E PERCHE' USI LA CANNUCCIA PER SOFFIARLE IL NASO..? E PERCHE'….?"

QUANTA NATURALEZZA, DOLCEZZA E BONTA' ESISTE NEI BAMBINI…SEMBRA QUASI CHE NON VEDANO IN LETIZIA UNA BAMBINA DIVERSA MA SOLO UNA SPECIALE COMPAGNA DI SCUOLA CON CUI GIOCARE E IMPARARE TUTTI QUANTI ASSIEME….
Letizia è stata accolta con tanto amore dalle sue maestre di sezione ma anche da tutte quelle della scuola, dade comprese.

UN GRAZIE DI CUORE E AUGURI DI BUONE FESTE A TUTTI..



mercoledì 29 agosto 2007

Letizia a Mirabilandia

"Ebbene si...sono stata a Mirabilandia"..direbbe Letizia se potesse.."..e ho conosciuto il capitan Uncino in persona..."


















"..mi sembra di essere nel mio cartone animato preferito..", forse la nostra è solo fantasia ma è nei suoi sguardi che s'innesca la nostra speranza.

Il suo sguardo non é mai stato fermo, osservava continuamente persone e cose, e con tutti cercava di comunicare come al suo solito, cercando l'attenzione di tutti.

















Ci sono stati molti incontri emozionanti, come con il grande papero Mike ....,simpatici e gentili con Letizia che ricambiava a tutti uno sguardo affettuoso.



































Anche questa volta speriamo di avere reso la vita di Letizia un pò più felice e anche più "normale"..

Le vacanze di Letizia

Tutti in piscina con la Letizia..
Nonostante dubbi ed incertezze, quest'anno Letizia ci ha regalato un'immensa gioia nel vederla in piscina con gli altri bimbi.


















I suoi occhi rispecchiavano tanta gioa nel stare in acqua con i fratelli ed il papà.



















Per noi genitori di Letizia é come vincere una nuova battaglia, dandoci la forza di cominciarne un'altra.



















Riusciamo a capirlo dai suoi occhi, i quali trasmettono tanto ottimismo e una forza infinita, che ci aiutano a capire come rendere più felice possibile la vita della cara Letizia.

E questo è per te Letizia...

lunedì 21 maggio 2007

La comunione del fratellino

"Si gioisce realmente quando si può rivolgere un pizzico di solidarietà, verso chi ne ha bisogno realmente."

Cari Amici, in occasione della Prima comunione di Pasquale, abbiamo deciso di fare una donazione per la ricerca scientifica contro l'atrofia muscolare spinale, aiutando con il nostro piccolo contributo l'associazione dei genitori dei bimbi affetti da questa malattia, Famiglie SMA Onlus.
Siamo sicuri che la nostra iniziativa riscontrerà un buon consenso.
Ci sentiamo di fare un appello a tutte quelle famiglie che festeggiano riti religiosi, a volte in modi vergognosi, di pensare anche ai più bisognosi.

Abbiamo bisogno sempre più del vostro aiuto!

Grazie.

domenica 6 maggio 2007

Tutti alla fattoria..



Letizia in questi giorni non stava molto bene e per farle assaporare un pò di aria pura la famiglia ha deciso di portarla in fattoria.
Ha potuto provare un contatto diretto con gli animali di una fattoria (..che di solito ha sempre visto al massimo in tv..), e finalmente ha potuto accarezzarli.


mercoledì 28 febbraio 2007

Una cameretta per Letizia

Come tutti già sapete, i bambini trascorrono all'inizio molto tempo in camere di rianimazione degli ospedali.
Queste stanze nonostante le accortezze degli enti, risultano più delle volte molto asettiche.

Noi abbiamo cercato di colorare l'ambiente circostante il più possibile durante i mesi della degenza in rianimazione con giochi e palloncini il lettino di Letizia.
Ma al ritorno a casa abbiamo cercato di rendere la camera di Letizia piena di colori e giocattoli, insomma come le normali camerette per una bambina della sua età.











Per stimolarla continuamente abbiamo cercato di aggiungere qualsiasi cosa ogni volta che ci pareva opportuno, ottenendo dei buoni risultati da parte di Letizia.

Aiutate a "colorare" la vita dei vostri bimbi.

Una giornata fuori con gli amici



Dare un senso di libertà a Letizia è difficile ma noi ci proviamo e vediamo dei grandi risultati.
Non è giusto che una bambina resti in casa per tutto il tempo, ed è importante un contatto con la natura.

Per fortuna Letizia ha tanti amici che le fanno compagnia durante le passeggiate, rendendo il tutto più naturale.

Ecco a voi una bella passeggiata nel bosco con gli amici.










E' difficile dare la libertà a Letizia ma ci dobbiamo provare ed è ciò che consigliamo a tutte le famiglie.



domenica 11 febbraio 2007

Alle nuove famiglie SMA


Solo i genitori sanno quanto è difficile gestire i problemi della vita quotidiana.
Per fortuna esiste un servizio pubblico, all'interno del policlinico di Milano, che pensa ai genitori dei bimbi malati, al fine sviluppare in loro le abilità necessarie per affrontare ogni situazione e sostenere in loro il duro ruolo educativo. Mantenere serenità nei rapporti famigliari non è semplice specie quando ci sono altri bambini della famiglia da educare alle dure realtà quatidiane.

Per informazioni:

SAPRE Settore di Abilitazione Precoce dei Genitori

Viale Ungheria 29- 20138- Milano
Coordinatore Chiara Mastella

per info:

numero verde : 800214662

cell : 3355793791

chiara.mastella@policlinico.mi.it

sapre@policlinico.mi.it



tel: 02 55400823

fax 02 501164

Il Progetto Abilità è stato finanziato dall’Assessorato alle Politiche Sociali del

Comune di Milano, Settore Servizi alla Famiglia, nell’ambito della Legge285/97 a sostegno

della genitorialità.

Grazie SAPRE.

giovedì 18 gennaio 2007

Una vasca da bagno per Letizia (di Papà Antonio)

Come voi genitori già sapete, è difficile fare un bagnetto ad un bimbo SMA specie per il loro peso e per la loro lunghezza. A volte ci vuole una grande forza per poterli gestire , specie in ambienti ristretti.
Ecco perchè il papà di Letizia ha ideato una vasca su misura per lei e per Mamma Mariangela.
Oggi in commercio ci sono articoli a costi talmente elevati che non tutti i genitori possono permetersi di sostenere.
Così quando una persona vuole raggiungere un determinato scopo, s'ingegna in ogni modo per realizzarlo ed è ciò che ha fatto il padre di Letizia.

Prima di illustrarvi il fasciatoio costruito da papà Antonio, la prima fase consiste nel bagnetto vero e proprio di Letizia. In questo modo tutti i genitori potranno diminuire gli sforzi per la cura igienica. Ecco a voi la vasca di Letizia:





























Di seguito potrete trovare tutte le foto dell'oggetto in questione:


















SCHEDA TECNICA :

MISURE: lung.1500mm
larg.600mm

MATERIALE UTILIZZATO:
IL TELAIO è FORMATO DA TUBO IN ALLUMINIO CON DIAMETRO 20mm
CERNIERE IN ACCIAIO
2 CATENE DI SOSTEGNO IN ACCIAIO
4 GRILLI OMEGA DEL DIAMETRO 3

IL TELO E' DI PLASTICA TRAFORATA CON ANELLI NEL BORDO PREDISPOSTI AL PASSAGGIO DELLA CORDA PLASTIFICATA.

Il tutto a un costo nettamente inferiore rispetto a quello che offrono le ditte specializzate. Per qualsiasi informazione, su come trovare il materiale per assemblare il tutto, non esitate a contattarci.

Grazie papà Antonio.

venerdì 12 gennaio 2007

La famiglia di Letizia








Letizia non è sola, anzi, è circondata da un grande affetto.
A farle compagnia ci sono due fratellini fantastici, che fanno sì che Letizia non sia mai sola.
A questo c'è da aggiungere la grande forza di coraggio dei genitori, che non hanno mai fatto mancare l'affetto necessario a Pasquale e ad Andrea, anche quando Letizia è stata molto male, e non hanno mai smesso di lottare per poter avere una vita normale.